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I Gatti Mezzi in concerto a Pisa.

2agosto
Che tanto non ci sarà nessuno, prendiamocela pure con calma. Invece c’erano 3000 persone tutte a sudare attorno al palco, ma a sudare sedute, sudate composte, che i Gatti Mezzi presentavano il disco con l’orchestra e quindi se la sono presa con calma, hanno presentato tutti i pezzi e hanno raccontato di quando quel posto che adesso credo sia una biblioteca era un c’entro sociale.
E erano sudati anche loro, poverini, che faceva caldo.
E noi che venivamo da Bologna, abituati a CALPESTARE le persone per sentire i concerti, subito non abbiamo capito come funzionasse, perché se c’era tutta quella gente se ne stava SEDUTA, sul prato, invece di alzarsi e accalcarsi attorno al palco. Cos’è tutta questa improvvisa educazione pisana?
Perché non si maciullano i piedi l’un l’altro per arrivare a vedere di che colore ha i calzini il pianista?
Perché quando presenti un disco nella tua città, ti metti il vestito buono. Sei un po’ meno sciancato, ti porti gli amici che suonano con te, inviti tua moglie coi bambini a sentirti, che sarà una cosa tranquilla. Secondo me c’era un po’ sotto anche questo, sotto a questo concerto. Anche la voglia di fare le cose con calma, di spiegare bene l’album a Pisa, di lasciare a tutti lo spazio per divertirsi e svaccarsi sul prato tra un pezzo e l’altro.

E da questo tentativo è nata un’eleganza che non avrei mai detto, ad averli solo ascoltati con l’mp3. Una raffinatezza del raccontare, anche buffo, ma preciso, una dolcezza nel restare al proprio posto perché finalmente sei sul palco di casa, e ti puoi permettere di fare un po’ più tardi perché dopo non hai da guidare tanto.

E’ bello, che arrivi un po’ in ritardo a un concerto e ti fanno subito sentire il benvenuto, e a casa. Non succede spesso, ma stavolta sì.