Due ore fa andavo in bici sotto i portici per evitare di andare contromano in strada. Andavo piano e guardavo la gente, più che altro per non andarci addosso. Son passati tre che parlavano e si passavano una birra da 66, uno aveva l’accendino in mano.Ho evitato per un pelo cane giallo che aspettava il suo padrone che parlava con delle persone fuori da un bar.
Poi è passata una coppia, camminavano stretti veloci, stretti e veloci nelle giacce e nelle sciarpe. Mi è sembrato che avessero mangiato tutti polenta e musetto. Mia mamma diceva, per chiederti se avevi il muso: “Etu magnà polenta e musetto?” e lo diceva con un tono sarcastico, come per dire, alla tua età, ma si può metter su il muso?E che cosa ti sarà mai successo?
E così, mentre ero lì che pedalavo, mi sono chiesta: “Ma io, quand è stata l’ultima volta che son stata felice?”
Mi è venuto in mente che circa due ore prima di essere lì a pedalare sotto i portici, ero buttata gambe all’aria sul letto di una delle mie Matterelle, a cantare “Maledetta Primavera”, a lanciare le gambe molto in alto per non sporcare il copriletto con le scarpe, a dire “Che imbroglio eraaaa” e allargare subito le braccia per poi stringerle al petto tipo abbraccio gigante del mondo, a mettere una mano sugli occhi mentre la canzone fa “se per errore” e poi fare mani unite a cuore quando fa “come se non fosse amore” mentre lei faceva il microfono con la spazzola e diceva “Ma hai bevuto la grappa ‘stasera?”
Ecco.